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phargon |
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Ultimo messaggio di: phargon
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| Discussioni in Rilievo |
CHAMPIONS LEAGUE
Ecco le partite degli ottavi

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steven |
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8th January 2006 - 01:56 AM Ultimo messaggio di: steven |
| Altre discussioni |
COSA HA DETTO MATERAZZI A ZIDANE ?
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Lo scriverà la Fifa l'ultimo capitolo della polemica più arroventata del mondiale.Con una nota ufficile la Federazione calcistica internazionale ha fatto sapere che aprirà un'inchiesta disciplinare per chiarire una volta per tutte le circostanze che hanno determinato l'espulsione del capitano francese durante i supplementari della finale di Coppa del Mondo.
Un rapido scambio di parole tra i due giocatori. Zidane sembra pensarci un attimo poi si gira verso il calciatore interista e lo colpisce con una testata al centro del petto. Sono le sequenze che la moviola ha già mostrato centinaia di volte e su cui tutto il mondo sportivo continua a interrogarsi.
Marco Materazzi ha negato categoricamente di aver chiamato "terrorista" il giocatore di origini algerine. "E' vero, l'ho insultato" ha detto l'azzurro alla Gazzetta dello Sport. "Ma non l'ho mai chiamato terrorista. Non ho neanche idea di cosa voglia dire 'terrorista islamico' ". Eppure l'appellativo aveva fatto il giro dei giornali di mezzo mondo.
Il calciatore italiano afferma di non ricordare con esattezza le parole dette all'avversario."E' stato un'insulto di quelli che si dicono centinaia di volte, che si sentono sempre in campo".
La Fifa fa sapere che aprire una inchiesta è una pratica del tutto regolare quando viene mostrato un cartellino rosso in un incontro internazionale. L'organo sportivo, tuttavia, non riferisce se sarà verificata solo la condotta di Zidane oppure se l'inchiesta coinvolgerà anche Materazzi. "L'incidente - aggiunge la Fifa - e' stato osservato dal quarto uomo Medina Cantalejo senza l'uso di un monitor, dalla sua posizione a lato del campo". E' questa la circostanza che la Federazione afferma di voler chiarire.
Qualunque sanzione disciplinare contro Zidane sarebbe simbolica considerato che il giocatore ha gia' annunciato il suo ritiro. Per molti commentatori il cartellino tirato fuori dall'arbitro Elizondo è stata la maniera peggiore per concludere una carriera gloriosa. Eppure i francesi hanno perdonato il loro numero 10, il 60% della popolazione è solidale con lui. Intanto, la stampa internazionale gli ha assegnato il Pallone d'oro come miglior giocatore del mondiale.
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steven |
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16th July 2006 - 03:49 PM Ultimo messaggio di: steven |
Grande ITALIA!!!
Alla prima partita dei mondiali, la Nostra ITALIA non manca all'appuntamento contro il Ghana andando a segno con Pirlo 40' e Iaquinta 83'. La partita è stata sofferta, ma alla fine abbiamo portato a casa i 3 punti. Mi raccomando ragazzi andate avanti così!!!
FORZA ITALIA!!!
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steb100 |
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12th July 2006 - 09:41 AM Ultimo messaggio di: Sarina |
Vorrei fare un sondaggio tra gli utenti del Forum...
Chi conosce il Twirling?
(non vale cercare con Google)

per chi lo sa!
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Sara |
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21st June 2006 - 06:58 PM Ultimo messaggio di: steven |
GIRO D'ITALIA, DOMINA BASSO Sulla Maielletta, primo arrivo in salita, il varesino stacca tutti ed è il nuovo leader. Cunego a 30", Simoni a 1'15"
Ivan Basso, 28 anni, varesino della Csc. BettiniMAIELLETTA/PASSO LANCIANO (Pe), 14 maggio 2006 - "L’unica speranza per vincere questo Giro è che la mia condizione cresca e quella di Basso cali". Parole di Danilo Di Luca (ottavo a 1’32") sul dominatore del primo arrivo in salita di questo Giro d’Italia: tappa in solitario e maglia rosa. Ma più o meno è il concetto che esprimono anche Gilberto Simoni (settimo a 1’15", comunque tranquillo) e Damiano Cunego (secondo a 30" ma molto nervoso). Un altro appiglio a cui possono tentare di aggrapparsi i battuti di Passo Lanciano è che questa era una salita senza pendenze terribili, come quelle che invece ci saranno nelle ultime settimane, dove oltrettutto saranno proposte in serie.
Però è dura per ora pensare di vincere questo Giro perché Ivan Basso ha dato dimostrazione di grande condizione, fisica e psicologica. Ora, però, bisogna vedere come il corridore della Csc saprà controllare lo stress da primato che lo scorso anno lo mandò in tilt sulle Dolomiti. L’ultima considerazione riguarda la salita di oggi in generale. Una pendenza non proibitiva è terreno fertile per una lotta più dura. Quindi per uno spettacolo più bello.
E Paolo Savoldelli? Ha patito tantissimo. "Sono andato subito fuori giri e ho cercato di contenere i danni. forse ho pagato la prima grande salita", ha detto il bergamasco che ha chiuso 15° a 2’20". Poi, stemperata la tensione e la delusiuone, ha rilanciato: "Non è finita". "Non è finita", gli hanno fatto eco Di Luca e Simoni. Ma intanto Basso sorride. Non molto bene neanche Gonchar, in maglia rosa, 19° a 2’34". Bravi, e molto, Giampaolo Caruso (quarto a 45"), Luca Mazzanti (quinto a 1’09") e Leonardo Piepoli (sesto a 1’15") che non ha mai perso di vista il suo capitano Simoni.
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steven |
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4th June 2006 - 12:32 PM Ultimo messaggio di: steven |
Premetto che per motivi di lavoro non ho potuto vedere la partita, detto questo, alla fine la stra-favorita da tutti da ormai qualche mese, ha portato a compimento l'impresa della seconda Coppa Campioni della sua storia, nell'anno in cui a rivinto anche la Liga...un applauso al Barcellona, al suo tecnico Rijkaard, ai suoi innumerevoli "gioielli" che, in una partita in cui tutti aspettano Henry e Ronaldinho, salgono alla ribalta...ma un applauso anche ai Gunners, che sono arrivati a giocarsi questa finale, stabilendo nel corso della Champions, anche il nuovo record di imbattibilità...........!!!!
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john doe |
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19th May 2006 - 05:12 PM Ultimo messaggio di: steven |
"L'allenatore non sono mica io..."
Lippi sulla graticola, oggi va dai pm
Nella bufera intercettazioni scocca l'ora di Marcello Lippi. La posizione del c.t., che verrà ascoltato oggi a Roma, sembra aggravarsi. Secondo l'ex manager di Blasi, il figlio del selezionatore azzurro, Davide, prometteva: "Torna con la Gea e papà ti chiamerà in azzurro". E spuntano nuove intercettazioni con Moggi: "Cannavaro voleva giocare - dice Lippi - Ma gli ho detto: guarda che non sono mica io l'allenatore, eh?".
Dovrà spiegare molte cose ai magistrati che lo interrogheranno a Roma, Marcello Lippi. Secondo gli inquirenti, Moggi avrebbe generato nel c.t. una predisposizione nei confronti dei giocatori sponsorizzati Gea, in modo da aumentarne la quotazione di mercato. E l'ex dg bianconero avrebbe anche spinto l'allenatore a non convocare i giocatori della Juve da lui segnalati in modo da preservarne lo stato fisico per gli impegni con il proprio club. Ma la posizione di Lippi, già traballante, incassa altri colpi. Innanzitutto un'intercettazione con Moggi, in cui il c.t. parla delle lamentele per il mancato utilizzo in Nazionale di Cannavaro. "Ci avevi parlato con Cannavaro poi?" dice il c.t. a Moggi. "Sì sì, gli ho spiegato, gli ho parlato, però lui ha fatto una cosa che non mi è piaciuta. Ti ha fatto telefonare da..." replica l'ex d.g. "Mi ha fatto telefonare da Fedele - risponde Lippi - Ah, perché in pratica doveva giocare. Voleva giocare perché era a Parma. Ma gli ho detto: guarda che non sono mica io l'allenatore, eh...".
A pesare come una macigno sulla posizione del tecnico viareggino sono anche le dichiarazioni del manager di Blasi, Stefano Antonelli su una chiacchierata che il giocatore avrebbe fatto con il figlio di Lippi, Davide. "Torna con la Gea - avrebbe consigliato Lippi jr - e la Nazionale diverrebbe per te una realtà costante, visto che mio padre ha un occhio di riguardo per i nostri assistiti". Su questo e molto altro il commissario tecnico racconterà la sua verità ai pm Luca Palamara e Maria Cristina Palaia, i pm romani che si occupano dell'inchiesta sulla Gea. Alquanto "imbarazzante", oserei dire........

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john doe |
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19th May 2006 - 05:10 PM Ultimo messaggio di: steven |
Ecco i nomi degli arbitri
Lo scandalo del calcio inquinato si allarga e irrompe nel campionato 2004-2005. Nelle intercettazioni Giraudo parla di Dattilo a Moggi. Nelle telefonate anche Bertini, Trefoloni e Dondarini
Luciano Moggi, 68 anni, e Antonio Giraudo, 59. OmegaROMA, 5 maggio 2006 - "Se è un po’ sveglio gli dimezza l’Udinese". Antonio Giraudo è al telefono con Luciano Moggi. È domenica pomeriggio, il 26 settembre 2004. L’arbitro Dattilo è incaricato di dirigere Udinese-Brescia. I due dirigenti bianconeri stanno parlando proprio di lui. L’interesse di Giraudo è palese: il 3 ottobre - la domenica dopo - è in programma Udinese-Juventus.
L’IMBARAZZO È questa una delle telefonate più imbarazzanti e delle quali i due dirigenti dovranno dare conto all’Ufficio Indagini della Federcalcio, che è pronto a partire con le prime audizioni già la prossima settimana. Non è la sola intercettazione che mette sulla graticola gli arbitri. A rendere più chiaro il rapporto che Luciano Moggi vuole tenere con gli arbitri viene la "raccomandazione" a un moviolista perché dia una buona valutazione dell’operato dei suoi "pupilli".
Luciano Moggi: "Devi salvare Bertini, Dattilo e Trefoloni. Sul Milan puoi battere quanto ti pare". La telefonata è fatta a Baldas (ex designatore arbitrale e commentatore della moviola del Processo di Biscardi). La chiamata è di lunedì 20 settembre 2004. Segue una telefonata che Baldas ha fatto a Moggi la sera prima, al termine della gara Bologna-Milan arbitrata da Messina di Bergamo.
Baldas: "Che dici di Messina?". Moggi: "Messina giù"...
ARBITRARE LA JUVE Andare a dirigere la "vecchia signora" deve essere una sorta di premio. Tanto che l’arbitro Dondarini si spertica in ringraziamenti con Pairetto. La telefonata è del 21 settembre 2004, vigilia del turno infrasettimanale Sampdoria-Juventus.
Pairetto: "Mercoledì fai una bella partita tutta sai che lì e sai che son sempre". Dondarini: "Eh, son particolari". P.: "Eh infatti, infatti". D.: "Sì sì sì no bisogna fare". P: "Quindi". D.: "Con cinquanta occhi bene aperti". P.: "Come" D.: "Con cinquanta occhi aperti". P.: "Eh bravo per vedere anche quello che non c’è a volte". Con Dondarini felice e Pairetto che aggiunge: "Non ho bisogno di dirti niente".
ANCHE LE DELUSIONI Antonio Giraudo e Luciano Moggi non giudicano solo gli arbitri. Qualche volta le delusioni vengono dagli assistenti. È il caso di Aglietti al Trofeo Berlusconi. Moggi, però, tranquillizza Giraudo in una telefonata del 16 settembre del 2004: "Quello non lo avremo più". Purtroppo per lui, però, il desiderio non si avvera, almeno questa volta.
LE INCHIESTE Ieri in Procura a Roma c’è stato un vertice tra il pm Luca Palamara (la collega Palaia è impegnata in un corso) e gli investigatori della Guardia di Finanza del colonnello Magliocco. La prima decisione è stata quella di cominciare subito a sentire le persone informate dei fatti. Lunedì tocca ad Argilli, ex capitano del Siena, che in un’intervista ha parlato della Gea. Sì, perché l’interesse dei magistrati romani è proprio sulla società diretta da Alessandro Moggi. In particolare per il fascicolo che proviene da Torino è per stabilire se, oltre a gestire calciatori, la Gea riesca anche a interferire con la scelta degli arbitri. Tutto parte dall’interrogatorio di Ermanno Pieroni che - sentito a Roma - rivelò: "La Gea controlla tutto, anche gli arbitri". A questo vuole dare un eventuale riscontro il lavoro dei prossimi giorni che porterà anche a sentire arbitri e dirigenti.
ALTRI FRONTI Intanto è stato chiarito perché la Procura di Torino abbia fermato le intercettazioni il 27 settembre 2004: il Gip Emanuela Chinaglia si oppose al proseguimento decidendo anche l’archiviazione dell’inchiesta che era stata aperta nei confronti di Giraudo, Moggi, Pairetto, ma anche di Riccardo Agricola; era infatti una costola dell’inchiesta sul doping della Procura di Torino affidata a Raffaele Guariniello. Intanto sempre da fonti giudiziarie si apprende che sarebbe in via di definizione un’altra inchiesta. Questa volta affidata alla Procura di Napoli e che vede sempre il mondo arbitrale al centro dell’attenzione. Anche in quell’inchiesta, Luciano Moggi è un protagonista.
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ilmarra |
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16th May 2006 - 12:51 PM Ultimo messaggio di: steven |
Barça impenetrabile, Milan fuoriLo 0-0 del Camp Nou premia i catalani. Dida decisivo in almeno tre occasioni. Shevchenko il più pericoloso del Milan: Merk non convalida un suo gol al 24' della ripresa
Inzaghi cerca di superare PuyolBARCELLONA, 26 aprile 2006 - Niente miracolo. Addio Parigi. Ma onore al Barcellona, che conquista la sua quinta finale domando il Milan già battuto a San Siro 1-0. Al Camp Nou finisce 0-0 e definirla la partita dei rimpianti è eccessivo. I rossoneri ci provano, mancano un paio di gol, ma poi si perdono in manovre prolungate che il Barcellona intercetta. Ma quanto pesa quel gol annullato a Shevchenko, inspiegabilmente non convalidato da Merk. Una rete che avrebbe potuto cambiare gli scenari in caso di supplementari. Una sfida inferiore alle attese, ma che amplifica lo stile di gioco del Barça: marpione, pronto a sfruttare la più piccola indecisione. Pronto, adesso, a giocarsi la partita più importante contro l'Arsenal. Avrebbe preferito una difesa più rocciosa e tecnica, ma il problema muscolare alla fine ha prevalso sui desideri di Carlo Ancelotti. Nesta ko e Costacurta al suo posto. Non è la stessa cosa, ma Paolo Maldini non è in forma e non potrebbe garantire continuità nella serata più delicata della stagione rossonera.
L'idea di creare una gabbia attorno a Ronaldinho con Stam e Gattuso prevale. Sbarrare la strada al mago brasiliano già sarebbe tanto. Rispetto alla gara d'andata, il posto d'onore al fianco di Shevchenko spetta a Inzaghi. L'uomo dei miracoli, dell'ultimo minuto, a caccia dell'ennesima notte magica. Nel Barcellona, con Belletti al posto dello squalificato (e infortunato) Oleguer, e Deco che ritrova il suo posto, i blaugrana sono più offensivi. Ma il messaggio che manda Kakà dopo 38 secondi, con uno scatto fulminante sulla destra e un diagonale che sfiora il palo, conferma i propositi bellicosi del Milan. Che il Barça recepisce immediatamente mandando Eto'o a tu per tu con Dida, più veloce e reattivo nella sua uscita.
Spettacolo puro. Ma se il Barcellona, pur attaccato, riesce a mantenere un aplomb invidiabile, il Milan alterna a sprazzi di bel gioco, lacune dettate dalla paura. Soprattutto in difesa, dove il pressing dei catalani è furioso. Devastante al punto da mettere spesso in difficoltà i rossoneri. Il più in partita è decisamente Kakà. Il brasiliano è in serata di grazia, peccato che non lo sia Pirlo. Il regista del Milan balbetta, dilata la sua indecisione, rendendo prevedibile tutto quello che fa. E per il Barça diventa facile rubare palla e spaventare il Milan. Costacurta salva sulla linea rimediando al buco di Kaladze su Eto'o; un esempio di come il pressing sull'uomo possa diventare letale. Se poi ci aggiungi Ronaldinho allora il cerchio è chiuso. Come a San Siro si risveglia da brevi sonnellini. Si porta avanti la palla con un colpo di tacco, scatta e sfiora la traversa. Oppure taglia il campo con lanci antologici che spiazzano il Milan.
I rossoneri, pur sfruttando la sola corsia di Stam, ci sono, ma servirebbe più concentrazione sotto porta. Inzaghi, per esempio, pescato prima da Pirlo poi da Gattuso, non si fa trovare pronto. Tutte occasioni da gol, come quella capitata a Sheva che spedisce da incredibile posizione sull'esterno della rete. Certe palle vanno messe dentro. L'andata di San Siro insegna, ma non è servita, nonostante l'invito a correggere gli errori chiesto da Ancelotti. La differenza in campo? Non solo un gol: il Barcellona fa in due passaggi quello che il Milan fa in dieci. Questione di velocità. Ma quando al 5' della ripresa i rossoneri alzano il ritmo il Barcellona rischia più del dovuto. Splendida la giocata di prima del Milan, con un tocco di Seedorf per Sheva che in tuffo di testa impegna Valdes, ma troppo centralmente.
E Ronaldinho? Al 9', al quarto risveglio, forse annoiato, pesca Giuly sulla destra; perfetto il cross teso, ma sciagurata l'entrata a vuoto di Belletti a due passi da Dida. Il tempo che passa costringe il Milan a giocarsela tutta. Ma che fatica trovare spazi. Le manovre di aggiramento nella trequarti blaugrana bruciano energie fondamentali, mentre il Barça rifiata e punge sempre all'insegna del pericolo. Quello che ti aspetteresti da Sheva, in versione anomala, e Inzaghi. Al 19' esce Costacurta per Cafu per rendere più offensiva la manovra. Mentre Rui Costa rileva l'encomiabile Gattuso e Larsson sostituisce Giuly.
Valido o no il gol di Sheva al 24' (fallo su Puyol), fa più notizia la reattività di Dida, fra i migliori, sul colpo di testa di Larsson, quasi a sottolineare che se solo spingesse un po' di più sull'acceleratore il Barça capitalizzerebbe. Nel Milan Seedorf e Kakà portano avanti la baracca, ma senza un apporto valido da chi non te lo aspetti: lo spaesato Pirlo, Shevchenko e Inzaghi. Ancelotti gioca la sua ultima carta al 34': fuori il centravanti per Gilardino. Mossa tardiva. Il Barcellona passeggia verso la finale amministrando il risultato. Il Milan dovrà aspettare un altro anno.
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steven |
1006 |
4th May 2006 - 12:19 PM Ultimo messaggio di: steven |
Tutti contestanto, la Curva Nord rimarrà vuota, nessuno vuole più Moratti (forse che preferiscono il Preziosi di turno?)........dico solo una cosa, l'amore per la maglia nerazzurra è più forte di qualche idiota, teppista, delinquente, che si nasconde dietro al "tifo" per legittimare certe azioni violente...l'amore per la mia Pazza Inter è più forte di tutto...forza ragazzi, entrate in campo e date l'anima...se lo farete, anche in caso di sconfitta, io vi applaudirò lo stesso!!!
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john doe |
1062 |
21st April 2006 - 04:41 PM Ultimo messaggio di: steven |
Ciao,
eccomi adesso a irrompere in questo forum 120% calcistico

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Da appassionato di rugby noto con piacere che quest'anno la storia è DECISAMENTE cambiata in meglio !!

Non so se vi rendete conto, ma contro l'Inghilterra sabato scorso l'Italia ha fatto la migliore partita della sua storia (almeno di quelle che ho visto io) rimanendo in partita e addirittura passando in vantaggio contro i Campioni del Mondo ( che solo il sabato prima aveva DEMOLITO il Malcapitato Galles per 41-3 !!!).
Non solo la difesa sta funzionando egregiamente ( sabato contro l'Inghilterra ha resistito per ben 5 minuti a 2 metri dalla linea di meta con tutta la prima e seconda linea inglese che hanno tentato invano di sfondare !! Spettacolo

!!) ma si incomincia a intravedere una manovra di gioco spettacolare come non ne ho mai visto fare finora.
Niente da dire...davvero un buon momento.
Peccato per i soliti errori stupidi (tipo l'ultima meta di sabato) e qualche difficoltà nelle vicinanze della linea di meta.
e sabato 21 si va a Parigi contro i nostri beneamati cugini d'oltralpe.
Speriamo bene ^^
PS: se avete qualche domanda da fare sulle regole e o altro non c'è che da chiedere...vi risponde un ex-arbitro di rugby ^^
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Ibrah |
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13th March 2006 - 06:02 PM Ultimo messaggio di: steven |
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mooch |
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13th March 2006 - 06:01 PM Ultimo messaggio di: steven |
LA JUVE PASSA CON IL CUORELa squadra di Capello conquista i quarti di Champions battendo 2-1 il Werder Brema. Trezeguet nella ripresa risponde a Micoud, all'88' Emerson sfrutta una clamorosa papera del portiere Wiese
L'urlo di Emerson dopo l'incredibile 2-1MARCATORI: nel pt 14' Micoud (W); nel st 20' Trezeguet (J), 43' Emerson (J).
JUVENTUS (4-4-2): Buffon, Zebina, Thuram, Cannavaro, Zambrotta (25' st Balzaretti), Camoranesi (12' st Mutu), Emerson, Vieira, Nedved, Ibrahimovic (12' st Del Piero), Trezeguet. (32 Abbiati, 3 Chiellini, 20 Blasi, 23 Giannichedda). All.: Capello.
WERDER BREMA (4-4-2): Wiese, Owomoyela, Naldo, Fahrenhorst, Schulz, Frings, Baumann (28' st Pasanen), Micoud, Borowski, Klose, Klasnic (36' st Valdez). (33 Vander, 7 Vrajnes, 16 Andreasen, 20 Jensen, 23 Van Damme). All.: Schaaf.
ARBITRO: Poll (Ing)
NOTE: Recupero: 2' e 4'. Angoli: 9 a 3 per la Juventus. Ammoniti: Nedved, Micoud e Baumann per gioco scorretto, Del Piero per comportamento non regolamentare. Spettatori: 40.226.
TORINO, 7 marzo 2006 - "È stato Fabio (Cannavaro) a urlarmi 'Puma, Puma. Così ho visto il pallone vicino a me e l'ho colpito", urla a fine partita Emerson. Una clamorosa papera del portiere Wiese, dopo una prestazione formidabile, consegna infatti alla Juventus i quarti di finale di Champions League; rincorsi con il cuore in gola, conquistati con le unghie e il cuore a due minuti dal termine. I tedeschi giocano un ottimo primo tempo passando con Micoud; nella ripresa Trezeguet agguanta il pari e quando il fantasma del Liverpool si allunga sul Delle Alpi ecco la rete di Emerson, più felino di Wiese che sbaglia la cosa più facile, perdendo il pallone dopo una plastica parata, con il brasiliano che sfrutta l'incredibile errore gonfiando la rete per il definitivo 2-1.
Moduli speculari. "Zlatan Ibrahimovic sta bene", ha sottolineato Luciano Moggi alla vigilia. E Fabio Capello non se lo fa ripetere due volte: subito in campo al fianco di David Trezeguet. Con la consapevolezza di avere in panchina Del Piero, l'uomo in più: la differenza. Vietato sbagliare. Pretattica zero. La Juventus è quella prevista alla vigilia. Come il Werder Brema: 4-4-2 contro 4-4-2. Schaaf si affida all'esperienza di Frings e alla velocità di Borowski sulle fasce di centrocampo e al cinismo in attacco di Klose e Klasnic. Zebina gioca a destra, Zambrotta a sinistra, sui corridoi di Camoranesi e Nedved. A Vieira ed Emerson il compito di dare penetrazione, ma anche supporto in fase difensiva.
Bel Werder. Il pressing alto del Werder mette in difficoltà la Juve che non riesce a produrre il solito gioco. E' evidente la supremazia della squadra di Schaaf: impeccabile sulla linea centrale, dove Vieri ed Emerson, marcati spesso a uomo, a fatica riescono a imprimere forza al gioco. Il Werder funziona in tutti i reparti. Sulla fascia destra la Juventus soffre le proiezioni di Owomoyela, veloce e dotato di buona tecnica; in mezzo Micoud detta i tempi, mentre Frings e Borowski (una settimana fa inesistenti a Firenze con la Nazionale) riescono puntualmente a saltare l'uomo.
Juve sottotono. Il Werder non sbaglia proprio nulla. Impeccabile in difesa, spietato nell'applicare la tattica del fuorigioco su Ibra e Trezeguet. Nella Juve solo Zambrotta cerca variazioni sul tema, ma le sue sgroppate non trovano partner capaci di sfruttarle. La squadra di Schaaf passa meritatamente in vantaggio su uno svarione di Cannavaro che si fa prendere in contropiede; non Micoud che raccoglie e come una saetta brucia Buffon con un pallonetto. La Juventus riesce a trovare spazi solo nel finale della prima frazione, ma deve fare in conti con Wiese, protagonista di tre interventi spettacolari; soprattutto quello su Emerson da distanza ravvicinata. Ma non gli è da meno il Werder che potrebbe raddoppiare con Klasnic e deve ringraziare Buffon, reattivo nella deviazione in angolo.
La rimonta. Con la difesa più alta (era ora), la Juventus inizia la ripresa con piglio diverso, assediando il Werder. Nello spazio di pochi minuti i bianconeri hanno a disposizione tre palle gol. Ma all'assedio i tedeschi rispondono con brucianti ripartenze, collezionando due occasioni, sciupate per scarsità tecnica da Klasnic e Borowski. Con i quarti che si allontanano, Capello impiega dodici minuti per togliere Ibrahimovic e Camoranesi dai giochi e consegnare la qualificazione a Del Piero e Mutu che vanno a formare un tridente con Trezeguet. Sostituzioni perfette, perché il Werder, spremuto dopo un primo tempo senza pause, non riesce più a far girare la palla. Attimi fuggenti da sfruttare. E nell'assedio Trezeguet non può che sfruttare lo spazio lasciato libero da Nedved per l'1-1 che riaccende la partita, anche se la Juve perde la pedina Zambrotta, rilevato da Balzaretti. Pressato a tutto campo, il Werder rischia il tracollo. Così Schaaf inserisce Pasanen per Baumann, rinforzando la difesa. Probabilmente stanca, la Juve subisce il pressing alto del Werder che sembra ormai vicino alla meta. Ci vuole la clamorosa papera di Weise, il migliore dei suoi, autori di miracoli assoluti, per regalare i quarti alla Juve. L'Europa è dura. Per Weise; e per i bianconeri, ma la fortuna aiuta gli audaci.
FONTE: gazzetta.it
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steven |
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11th March 2006 - 01:05 PM Ultimo messaggio di: steven |
I RISULTATI DEGLI OTTAVI
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steven |
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9th March 2006 - 05:59 PM Ultimo messaggio di: steven |
GIORGIO DI CENTA SPRINTA NELLA GLORIATrionfo azzurro nella 50 km di fondo maschile tecnica libera con Giorgio di Centa che supera con un finale irresistibile il russo Dementiev e l'austriaco Botwinov. 5° Piller Cottrer
Giorgio Di Centa, 33 anni, 5° oro azzurro ai GiochiPRAGELATO (To), 26 febbraio 2006 - Come Baldini. Come ad Atene. Un oro nella maratona finale, la premiazione durante la cerimonia di chiusura. Giorgio Di Centa stupisce tutti, trionfa nella 50 km di fondo ed emula il maratoneta eroe dell’Olimpiade di Atene. Una gara massacrante, tattica, controllatissima. Si arriva all’ultima salita, ci si aspetta da un momento all’altro un attacco, tutti gli occhi sono puntati sul grande favorito, Pietro Piller Cottrer. Ma niente: tutti rimangono lì, in gruppo. Poi, dopo la discesa, nel lungo rettilineo finale, lo scatto di Di Centa. E non lo prendono più. Lui si accascia dopo aver tagliato il traguardo e dice: “Ora posso ritirarmi”.
L’azzurro (2h06’11”08) precede il russo Eugeni Dementiev e l’austriaco Mikhail Botvinov. Quinto Piller Cottrer. Di Centa è nella storia dello sport italiano: solo Nones aveva vinto un oro individuale maschile ai Giochi. “Non ho mai vinto una coppa del Mondo e ora è successo una cosa che non speravo mai – spiega stravolto dalla fatica e dalla gioia il neo-olimpionico – Non ero favorito, ma ho fatto tutto in modo perfetto. Mi sono risparmiato nell’ultima salita, anche se non amo le gare così tattiche. Il rettilineo d’arrivo è lunghissimo. Sono scattato, non sentivo più il rumore degli sci degli avversari. Non ci credevo, non ci credevo…”.
Il fratello di Manuela dedica la medaglia ai tecnici che hanno sempre creduto in lui, poi, circondato dalla famiglia e dalle figlie (“Papà è stato grandissimo, come una montagna!”) si abbandonato alle lacrime. “Non mi rendo ancora conto di cosa ho fatto…”. Un’immagine che resterà nella memoria di tutti.
FONTE: gazzetta.it
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steven |
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28th February 2006 - 06:25 PM Ultimo messaggio di: steven |
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